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Lo studio Angela Zerbino – Logopedia relazionale si occupa di valutazione, educazione e terapia della comunicazione (linguaggio, voce, apprendimento, deglutizione) con particolare attenzione alla relazione e alla crescita globale del bambino.

I disturbi cognitivi, linguistici e di apprendimento si manifestano con modalità differenti e sono influenzati da vari fattori che riguardano il soggetto e il contesto in cui agisce.
Per questo motivo lo Studio Angela Zerbino ha collaborazioni stabili con insegnanti, pedagogisti, pediatri, neuropsichiatri infantili, psicomotricisti, psicologi e insegnanti.

Lo studio Angela Zerbino è autorizzato all’attività di prima certificazione diagnostica valida ai fini scolastici per i DSA secondo quanto previsto dalla legge n. 170/2010 (delibera n. 1145 del 24/9/2013).

Studio Angela Zerbino

Osservazione  e valutazione:

Nella logopedia relazionale, in sede valutativa, hanno luogo l’osservazione spontanea e l’osservazione strutturata (test) del soggetto. Durante tale fase viene offerta particolare attenzione ai rapporti tra gli aspetti cognitivi, linguistici, relazionali ed emotivo-affettivi, per ottenere un quadro obiettivo ed essere in grado di formulare un progetto terapeutico.

Counseling e follow-up dei parlatori tardivi (late talkers) tra i 24-36 mesi:

Attraverso i colloqui con i genitori, il logopedista aiuta a ricostruire i primi anni di vita del bambino, analizza le sue abitudini e le sue caratteristiche, fornisce gli strumenti che favoriscono l’evoluzione del linguaggio.

Trattamento dei disturbi specifici di linguaggio:

Nella logopedia relazionale, i disturbi specifici di linguaggio non vengono trattati da subito in modo tecnico, facendo cioè ripetere al bambino il suono mancante o errato, o mettendolo davanti allo specchio per osservare l’articolazione, ma gli si concede il tempo di creare un’alleanza con il terapista, ovvero un rapporto di fiducia che lo guidi alla piena consapevolezza del proprio difetto e al desiderio di correggerlo.

Attraverso il gioco spontaneo (motorio e simbolico) il disegno e la manipolazione, il bambino porta in superficie il proprio mondo interno, diventa più aperto all’ascolto di sé e degli altri, quindi si apre a una dimensione di autoapprendimento dei suoni e della struttura frasale della propria lingua.

Rieducazione della letto-scrittura (biennio elementare) e DSA (dislessia, disgrafia, disortografia)

Nella logopedia relazionale, le difficoltà di apprendimento che talvolta caratterizzano l’ingresso alla scuola primaria (creando il sospetto di dislessia) vengono trattate in maniera differente rispetto all’approccio logopedico tradizionale (fatto di schede da completare o liste di parole). Al suo ingresso alla scuola primaria, non sempre il bambino è pronto ad entrare nel mondo dei grandi e ad accettare le regole della lingua scritta. La logopedia relazionale offre al bambino un approccio graduale al gioco della letto-scrittura, attraverso tecniche che gli permettono di sperimentarsi con le lettere, partendo da ciò che lui sa e vuole produrre. La “tecnica di associazione������� (T.A.) inventata da Claude Chassagny vede il bambino protagonista della proprie produzioni, con il terapista che lo affianca e supporta nell’esplorazione di un mondo nuovo e sconosciuto. Attraverso le “autoproduzioni scritte e lette”, il bambino diventa gradualmente consapevole dei propri errori e desideroso di correggerli.

A partire dalla 3° elementare, in caso  di DSA (diagnosticata attraverso  test specifici sulla dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia ), l’utilizzo della T.A. e la tecnica del racconto ( ispirandosi al metodo “Fare storie” di Ferruccio Marcoli) permettono ai bambini di esercitare la letto-scrittura in modo differente da quello scolastico, favorendone l’aumento dell’autonomia, autostima, creatività e organizzazione del pensiero.

Metodo Feuerstein, P.A.S. standard, 1°livello:

Il metodo Feuerstein ha come obiettivo il potenziamento delle abilità cognitive dell’individuo. In ambito riabilitativo, viene applicato soprattutto per il recupero di gravi ritardi mentali e disturbi di apprendimento.
Il programma del Metodo Feuerstein consiste nell’esercizio sistematico delle funzioni cognitive che sono alla base di una corretta operazione mentale. Gli strumenti sono graduati e, al loro interno,Il Mediatore Feuerstein aiuta il bambino ad affrontare i vari strumenti, suddivisi in schede ordinate secondo difficoltà crescente. Ogni strumento è rivolto ad un serie specifica di obiettivi e ne riprende alcuni gi�� presenti negli strumenti precedenti. In questo modo la ripetizione di principi ed operazioni abitua il bambino ad applicare modalità di pensiero adeguate ad affrontare situazioni nuove. Gli strumenti propongono esercizi tipo carta-matita. 
Il concetto di fondo del metodo Feuerstein è la modificabilità cognitiva strutturale.
Il Metodo Feuerstein è consigliato ai bambini che presentano carenze cognitive, riscontrabili nel comportamento esplorativo non sistematico, impulsivo, non pianificato.

 

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Trattamento della disfonia (disturbo di voce) per adulti e bambini:

La disfonia è il disturbo che riguarda il volume e la qualità della voce (che può diventare rauca, soffiata, strozzata). Nella logopedia relazionale, l’approccio alla disfonia è di tipo educativo e non addestrativo. Il paziente viene cioè accompagnato verso una maggiore consapevolezza del proprio corpo, delle posture, del proprio metodo respiratorio e degli “abusi vocali” che hanno causato il disturbo.

Attraverso l’apprendimento della respirazione diaframmatica, l’introduzione delle norme di igiene vocale e gli esercizi di ginnastica delle corde vocali, il paziente diventa protagonista della propria terapia e della risoluzione della propria disfonia. Nell’approccio logopedico relazionale, viene data grande importanza all’ascolto e auto-ascolto per aiutare il paziente a calare nella propria quotidianità le norme di igiene vocale, atte a proteggere la propria voce.

Trattamento delle deglutizioni atipiche:

La deglutizione atipica consiste in una deglutizione infantile che permane oltre i 6/7 anni. Essa è caratterizzata da una spinta linguale in avanti contro l’arcata dentale. Ciò provoca uno spostamento in avanti dei denti, che può essere corretto attraverso l’apparecchio ortodontico e l’apprendimento della deglutizione funzionale corretta.

Nel trattamento delle deglutizioni atipiche, il logopedista relazionale coinvolge il bambino negli esercizi di ginnastica della bocca e di deglutizione, che favoriscono l’ automatizzazione della deglutizione corretta.

Terapie in coppia o piccolo gruppo:

Dopo un primo momento di terapia individuale, indispensabile per entrare in contatto col mondo del piccolo paziente e creare l’alleanza terapeutica, laddove se ne vedono le possibilità relazionali, si formano coppie o gruppi di lavoro tra bambini. I dati delle più recenti ricerche ci dicono che i bambini imparano più dal gruppo dei pari che dagli adulti.

La logopedia relazionale in coppia o piccolo gruppo, offre ai bambini un contesto sociale protetto in cui prendere consapevolezza  dei propri e altrui difetti di linguaggio orale o scritto, aumentandone il desiderio di correggerli. L’approccio di tipo relazionale stimola nel bambino il desiderio di comunicare, di confrontarsi, di imparare attraverso gli altri che, facendogli da specchio e da limite, lo proiettano verso il sociale e i suoi codici simbolici. Attraverso il gioco condiviso, il bambino mette a contatto il proprio mondo interno (bisogni, desideri, emozioni) con il mondo esterno delle persone e delle relazioni; di conseguenza inizia a raccontare e a raccontarsi, impegnandosi in uno sforzo narrativo che porta all’evoluzione del linguaggio orale e scritto e del pensiero.

Grazie alla relazione con i coetanei, in un contesto terapeutico, il bambino trova confini sicuri non solo a livello spaziotemporale ma anche a livello mentale, aumenta la propria sicurezza interiore e scopre il piacere di viaggiare in compagnia di se stesso e degli altri, accettando le difficoltà di non sapere o di sbagliare, che inevitabilmente affiancano l’imparare, l’apprendere, il crescere.

 Colloqui con le varie figure coinvolte:

Il logopedista effettua periodicamente colloqui con le figure che ruotano intorno al bambino (genitori, insegnanti, pedagogista, psicologo, neuropsichiatra infantile, psicomotricista) per sviluppare una rete efficace di sostegno e una modalità di lavoro in equipe.

Le terapie di logopedia relazionale sono individuali, in coppia o piccolo gruppo (3 o 4 bambini).